ATTO VI – IN NOMINE
Giunge la mattina del 29 ottobre e Andrew scende come non faceva da alcuni giorni per acquistare il giornale dal piccolo Timmy. Dopo aver avuto qualche informazione sullo stato di avanzamento delle indagini della polizia sull’omicidio di James Read. Timmy informa Andrew del fatto che sembra esserci un bel po’ di attività nei pressi della University of Chicago: sono stati visti parecchi malavitosi aggirarsi lì attorno a chiedere informazioni. Dal dialogo che ne segue Andrew scopre che è stata fatta una pulizia generale degli scantinati dell’università qualche mese prima, informazione che cozza con quella rilevata da James presso il portinaio dell’università stessa (Anthony Madison).
Peter nel frattempo viene asegnato ad un incarico d’ufficio grazie ad un certificato rilasciato da John. Per qualche giorno il poliziotto potrà rimanere tranquillamente in centrale a rispondere al telefono e a cercare materiale negli archivi. Purtroppo la prima giornata di ricerche, tutte mirate a scoprire eventuali altre sette occulte a Chicago, si risolve con un buco nell’acqua. Il poliziotto tiene anche il punto delle indagini sulla morte di James Read e inzia ad affiorare in lui qualche dubbio causato probabilmente dallo stress. Indossavo i guanti? Sono certo di non aver lasciato impronte? Sono certo che non possano risalire a me? E se qualcuno mi avesse visto o riconosciuto? E se qualcuno facesse la spia? Di chi posso fidarmi?
Anche James, al giornale, segue la stessa pista senza risultati. Il giornalista cerca anche di informarsi su eventi particolari accaduti a conoscenti di Christopher in passato. Anche in questo caso non sembrano esserci novità rilevanti.
Le notizie più interessanti arrivano dalle ricerche di Philip che, in città, nel quartiere di Garfield, scopre che un negozio in centro ha venduto le monete in possesso dello studioso una decina di giorni prima. Il nome del negoziante è Wilbur Drexler. L’acquirente era stato un curioso personaggio di lingua francese, con i baffi e una bombetta in testa. Doveva essere arrivato da poco perché aveva ancora con sé la valigia. L’uomo non parlava molto bene l’inglese e non sembrava interessato ad acquistare qualche moneta in particolare… sembrava che gli andassero bene tre monete d’oro e due d’argento qualsiasi. Gli unici elementi d’interesse per lui sembravano essere le dimensioni e il peso. Drexler era rimasto colpito e contrariato da questo scarso amore per la numismatica… ma non aveva protestato quando il francese aveva estratto senza problemi i 2500$ per l’acquisto.




Figura 8 – University of Chicago
Il gruppo si ritrova al Gianni’s Italian Restaurant e Philip rende partecipi anche gli altri delle scoperte. Finalmente c’è qualcosa di concreto su cui indagare!
A pranzo si prendono le decisioni sul da farsi e nel primo pomeriggio James e Andrew si dirigono nuovamente all’università per parlare con Anthony Madison e scoprire il motivo delle sue menzogne. All’arrivo tuttavia l’uomo non sembra essere in portineria e il ragazzo lì presente accompagna i due dal vice preside, il linguista Mark Hamilton. Questi porta James e Andrew nel proprio studio dove rimane a chiacchierare ricordando solo vagamente che siano state fatte delle pulizie dei magazzini dell’università qualche mese prima. Il linguista consegna comunque l’indirizzo di Madison ai due “intervistatori”.

Figura 9 – Chicago Public Library
Andrew e James raggiungono la casa indicata e si presentano con nomi falsi al portinaio (Albert Jefferson). Madison risiede in un quartiere abitato principalmente da operai della General Motors, in un palazzo costruito circa vent’anni prima. L’edificio rende evidente come la costruzione sia stata effettuata con il minimo dispendio di denaro: il luogo è fatiscente.
Il giornalista e l'investigatore scoprono che è già passato il preside dell'università (il nome presente sul registro è Henry Lowell) a trovare Madison e salgono al quarto piano con una vaga consapevolezza che l'uomo potrebbe essere morto: in questo momento dovrebbe trovarsi al lavoro ma non si era presentato né aveva avvertito dell'assenza. Anche la visita del preside è decisamente strana e inusuale.
I due decidono di entrare di nascosto e velocemente per accertarsi della situazione e, dal detto al fatto, il cadavere si trova riverso sul tavolo nel piccolo bilocale. Andrew e James chiudono velocemente la porta e avvisano il portinaio, onde evitare che i sospetti cadano su di loro, che Madison non risponde. Questi accompagna i due e apre la porta con il pass-par-tout. Alla vista del cadavere il portinaio decide di chiamare la polizia.
Andrew esce dal palazzo e, da una cabina, telefona alla centrale di polizia cercando di allertare Peter... che però non coglie le allusioni dell'investigatore. Anche John viene informato. Mentre Andrew torna nell'edificio si sentono le sirene della polizia in arrivo.
Giunge la mattina del 29 ottobre e Andrew scende come non faceva da alcuni giorni per acquistare il giornale dal piccolo Timmy. Dopo aver avuto qualche informazione sullo stato di avanzamento delle indagini della polizia sull’omicidio di James Read. Timmy informa Andrew del fatto che sembra esserci un bel po’ di attività nei pressi della University of Chicago: sono stati visti parecchi malavitosi aggirarsi lì attorno a chiedere informazioni. Dal dialogo che ne segue Andrew scopre che è stata fatta una pulizia generale degli scantinati dell’università qualche mese prima, informazione che cozza con quella rilevata da James presso il portinaio dell’università stessa (Anthony Madison).
Peter nel frattempo viene asegnato ad un incarico d’ufficio grazie ad un certificato rilasciato da John. Per qualche giorno il poliziotto potrà rimanere tranquillamente in centrale a rispondere al telefono e a cercare materiale negli archivi. Purtroppo la prima giornata di ricerche, tutte mirate a scoprire eventuali altre sette occulte a Chicago, si risolve con un buco nell’acqua. Il poliziotto tiene anche il punto delle indagini sulla morte di James Read e inzia ad affiorare in lui qualche dubbio causato probabilmente dallo stress. Indossavo i guanti? Sono certo di non aver lasciato impronte? Sono certo che non possano risalire a me? E se qualcuno mi avesse visto o riconosciuto? E se qualcuno facesse la spia? Di chi posso fidarmi?
Anche James, al giornale, segue la stessa pista senza risultati. Il giornalista cerca anche di informarsi su eventi particolari accaduti a conoscenti di Christopher in passato. Anche in questo caso non sembrano esserci novità rilevanti.
Le notizie più interessanti arrivano dalle ricerche di Philip che, in città, nel quartiere di Garfield, scopre che un negozio in centro ha venduto le monete in possesso dello studioso una decina di giorni prima. Il nome del negoziante è Wilbur Drexler. L’acquirente era stato un curioso personaggio di lingua francese, con i baffi e una bombetta in testa. Doveva essere arrivato da poco perché aveva ancora con sé la valigia. L’uomo non parlava molto bene l’inglese e non sembrava interessato ad acquistare qualche moneta in particolare… sembrava che gli andassero bene tre monete d’oro e due d’argento qualsiasi. Gli unici elementi d’interesse per lui sembravano essere le dimensioni e il peso. Drexler era rimasto colpito e contrariato da questo scarso amore per la numismatica… ma non aveva protestato quando il francese aveva estratto senza problemi i 2500$ per l’acquisto.




Figura 8 – University of Chicago
Il gruppo si ritrova al Gianni’s Italian Restaurant e Philip rende partecipi anche gli altri delle scoperte. Finalmente c’è qualcosa di concreto su cui indagare!
A pranzo si prendono le decisioni sul da farsi e nel primo pomeriggio James e Andrew si dirigono nuovamente all’università per parlare con Anthony Madison e scoprire il motivo delle sue menzogne. All’arrivo tuttavia l’uomo non sembra essere in portineria e il ragazzo lì presente accompagna i due dal vice preside, il linguista Mark Hamilton. Questi porta James e Andrew nel proprio studio dove rimane a chiacchierare ricordando solo vagamente che siano state fatte delle pulizie dei magazzini dell’università qualche mese prima. Il linguista consegna comunque l’indirizzo di Madison ai due “intervistatori”.

Figura 9 – Chicago Public Library
Andrew e James raggiungono la casa indicata e si presentano con nomi falsi al portinaio (Albert Jefferson). Madison risiede in un quartiere abitato principalmente da operai della General Motors, in un palazzo costruito circa vent’anni prima. L’edificio rende evidente come la costruzione sia stata effettuata con il minimo dispendio di denaro: il luogo è fatiscente.
Il giornalista e l'investigatore scoprono che è già passato il preside dell'università (il nome presente sul registro è Henry Lowell) a trovare Madison e salgono al quarto piano con una vaga consapevolezza che l'uomo potrebbe essere morto: in questo momento dovrebbe trovarsi al lavoro ma non si era presentato né aveva avvertito dell'assenza. Anche la visita del preside è decisamente strana e inusuale.
I due decidono di entrare di nascosto e velocemente per accertarsi della situazione e, dal detto al fatto, il cadavere si trova riverso sul tavolo nel piccolo bilocale. Andrew e James chiudono velocemente la porta e avvisano il portinaio, onde evitare che i sospetti cadano su di loro, che Madison non risponde. Questi accompagna i due e apre la porta con il pass-par-tout. Alla vista del cadavere il portinaio decide di chiamare la polizia.
Andrew esce dal palazzo e, da una cabina, telefona alla centrale di polizia cercando di allertare Peter... che però non coglie le allusioni dell'investigatore. Anche John viene informato. Mentre Andrew torna nell'edificio si sentono le sirene della polizia in arrivo.


























