venerdì 22 maggio 2009

D&D4 - La lunga notte - Carmina III

A battaglia conclusa vengono curati i feriti e passati in rassegna i cadaveri. Tutto ciò che è vagamente riutilizzabile viene raccolto. I goblin vengono spogliati dei vestiti, pur se logori e inadeguati. Armi e altri oggetti che contengano legno o metallo vengono messi da parte per un possibile riutilizzo. Persino i cadaveri vengono congelati nella neve in una delle stanze adibita di fatto a cella frigorifera.

Il gruppo si dirige anche al villaggio dei pelleverde e, tra le capanne erette con il fango, vengono rinvenute numerose ossa di goblin. Probabilmente, stremati dalla fame, avevano iniziato a mangiarsi a vicenda. Anche al villaggio viene fatta totale razzie e qualsiasi cosa possa essere utilizzata viene portata via.

Il tempo continua a passare e la temperatura a scendere. Siamo ai primi giorni del primo anno quando Albert si addormenta di guardia svegliandosi solo parecchie ore più tardi. E’ quasi mattina e, quasi immediatamente, si nota l’assenza di John.

Le sue tracce si allontanano nella neve e non è difficile per Yashiendi seguirle. Le tracce, che dapprima denotavano un passo piuttosto rapido, iniziano a farsi più vicine e poi addirittura strascicate. John indubbiamente ad un certo punto si era reso conto, in uno dei momenti di lucidità, di essersi perduto, nell’oscurità praticamente totale della notte non era però stato in grado, probabilmente, di seguire a ritroso le proprie tracce.

Dopo circa un paio d’ore un basso ringhio allerta il gruppo e ben presto lo scontro con un gigantesco lupo diventa inevitabile. Il worg si lancia all’assalto ma la sua fine è quasi inevitabile visto il netto svantaggio numerico. Un breve attimo di felicità per aver trovato della nuova carne e una pelliccia piuttosto spesso fa da introduzione ad un momento di grande sconforto. A meno di una trentina di metri si trova il corpo di John, sbranato dal mostro.



Passa ancora qualche giorno, siamo ormai a metà del primo mese, e la temperatura continua a scendere. Di notte la temperatura esterna raggiunge anche –20°C. Gli abitanti del villaggio vivono rintanati sotto terra, ammassati all’interno di una stanza chiusa, cercando di mantenere una temperatura vivibile.

La situazione è a dir poco drammatica, l’unico conforto è il fatto che Thanatos, con i propri poteri, è in grado di cuocere la carne e di scaldare gli oggetti. Grazie a lui viene prodotta l’acqua dal ghiaccio e vengono scaldati coloro che si ammalano per il freddo.
Una mattina, uguale a tutte le altre, in direzione del lago si nota del fumo salire. Immediatamente il gruppo decide di partire e andare a vedere se ci possa essere la possibilità di ottenere nuovo cibo: allo stato attuale la comunità si sta cibando con la carne dei goblin.

Giunti in prossimità della zona si nota che il fumo è aumentato e che si sentono grida. Lungo la strada una carovana, composta da otto carri, è attaccata da alcuni uomini a cavallo. Cinque dei carri sono in fiamme, gli altri invece sembrano vuoti. Gli uomini a cavallo sono con ogni probabilità dei briganti e il gruppo decide di intervenire in soccorso della carovana.

Bastano pochi minuti per disarcionare due cavalieri e costringere alla fuga i briganti… ma la scena che segue lascia inorriditi tutti: i carovanieri si lanciano sui due uomini caduti a terra addentandoli con denti gialli e marcescenti e, letteralmente, sbranandoli vivi.

Aistod preferisce non guardare la scena e sale velocemente su uno dei carri partendo immediatamente verso il bosco. Gli altri si attardano invece a guardare questi uomini dalla carnagione olivastra, ricoperti di fango ed escrementi per mantenere il calore, consumare come bestie il proprio pasto.

Bjork si trattiene a stretto dal vomito di fronte alla scena mentre Gnegna cerca di dirigersi verso uno dei carri per copiare quanto già fatto da Aistod. Ormai però è troppo tardi e il pasto dei carovanieri è completato. Quando la gnoma si avvicina ad uno dei carri iniziano a ringhiarle contro e Gnegna sale quindi su uno dei cavalli dei briganti portandolo via.

Thanatos nel frattempo verifica che i 5 carri in fiamme sono stipati di gabbie di metallo che contenevano topi. Anche lui prende un cavallo e il gruppo si allontana definitivamente per seguire il resto della scena da maggior distanza.

Uno dei carovanieri, più grosso degli altri e dai denti limati a “V”, uccide alcuni compagni e li fa caricare, assieme ai due cadaveri dei briganti, sui carri rimanenti. Vengono anche recuperate le gabbie contenenti la carne dei topi, quindi la carovana riparte diretta verso sud.

Si torna al villaggio con un bottino fatto di legno, ferro, un carro in buone condizioni, due cavalli maschi e una cavalla femmina che non si può che definire scheletrica e ai limiti della sopravvivenza. I cavalli sono importanti perché potrebbero garantire la sopravvivenza del villaggio una volta terminato il lungo inverno. E’ tuttavia necessario nutrirli e questo significa costringere gli abitanti a mangiare unicamente carne, riservando i vegetali agli animali.

Fino a metà febbraio la temperatura continua a calare fino a raggiungere picchi massimi, per pochi giorni, vicini ai -40°C. Temperature mai viste in questa zona. Patrick nel frattempo muore assiderato durante un turno di guardia e Lycia, già pesantemente depressa da tempo, decide di togliersi la vita.

I due eventi accadono a distanza di poche ore dalla comunicazione da parte di Almoreth che la carne è terminata. I loro cadaveri, così come quello di uno dei cavalli maschi, verranno mangiati nel mese successivo.

Già da fine febbraio la temperatura ricomincia a salire in modo rapido e costante. A metà marzo siamo prossimi allo zero e si ricomincia a vedere vegetazione. Tra aprile e maggio ci sono i primi frutti sulle piante sopravvissute all’inverno.

I frutti sono tuttavia come raggrinziti, dal colore cinereo e dalla consistenza sabbiosa. Anche il sapore non è dei migliori e una parte consistente sembra provocare forti fitte all’addome, vomito e diarrea. Almoreth pensa che la neve grigia abbia, di fatto, inquinato il terreno.

E mentre la disperazione inizia a prendere il sopravvento… gli abitanti iniziano ad avere una serie di sogni e visioni collettive, che vengono raccolte ed esaminate fino a costruire quella che sembra una vera e propria storia…

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