giovedì 14 maggio 2009

D&D4 - La lunga notte - Background

Qui sotto trovate i background scritti direttamente dai giocatori... o almeno da coloro che avevano voglia di scriverlo...



MIRKO - AISTOD

Aistod, fratello di Bjork. Apparteniamo a una famiglia Eladrin abbastanza illustre. Per quanto mi riguarda non è successo niente di sconvolgente nella mia vita. I genitori mi hanno indirizzato fin da piccolo allo studio della magia, cosa che mi piaceva e per cui ero abbastanza portato. Ho passato molto tempo in giro per la parte più selvaggia della selva fatata assieme ai miei amici, spesso accompagnato da mia sorella più grande (credo che i miei genitori le chiedessero di darmi uno sguardo perché non mi mettessi nei pasticci).

Col passare degli anni mi accorsi che stavo decisamente più a mio agio in mezzo alla natura che in città, guardavo con reverenza e un pizzico di invidia la potenza della natura e di quei luoghi fatati.

Passavo ore ad ascoltare i sussurri del vento e la voce ferma delle montagna, ballavo in prati infiniti sotto tempeste i cui fulmini rischiaravano il cielo. Studiare la magia mi piaceva, per l'amore del cielo, ma mi sembrava improbabile raggiungere con lo studio vette di meraviglia e potenza anche solo simili a quelle primeve. Poco prima dei miei cent'anni decisi di allontanarmi dalla città per un anno, e vissi girovagando per i luoghi più inabitati della selva fatata... col tempo iniziai a sentire la risata cristallina dell'acqua dei torrenti e i bisbigli degli alberi a volte benevoli, altre scocciati dal mio passaggio. A mezzogiorno, quando il caldo si faceva torrido, riuscivo a vedere figure traslucenti camminare nei prati per poi svanire subito.

La incontrai mentre mi arrampicavo in cima a una montagna, era una donna bellissima, con pelle bianca e capelli argentati... gli occhi cambiavano continuamente colore e a starle vicino si provava contemporaneamente freddo e caldo, una brezza leggera sembrava tenerle in movimento i capelli, non ricordo di cosa fosse vestita... forse muschio o edera... sotto di lei dal terreno roccioso nascevano dei fiori che tuttavia sembravano appassire poco dopo come per eccessivo calore...

Quando parlò fu come se la natura stessa mi stesse parlando, non scorderò mai quella voce... era come se migliaia di voci fossero fuse in una sola... voci birichine, sagge, innocenti, spavalde, imperiose... mi chiedevano di baciarla. Non volli resistere, e ricevetti il dono più grande della mia vita...


[...]

Finalmente incontrerò Tanathos. Credo sia molto preparato, in alcune occasioni i suoi consigli sono stati essenziali per padroneggiare quell'incantesimo non appartenente alle forze cui IO appartengo. Certo, credo sia discutibile la scelta di stringere un patto diabolico... ma in fondo chi sono io per giudicare... e comunque sembra una persona degna di fiducia e interessante... potrà sicuramente dare delle dritte a me e Bjork sul mondo dei comuni, è la prima volta che lasciamo la selva fatata.

Bjork è una grande. Vive nel suo mondo fatto di note e melodie fatate. Plasma il suono in realtà, è il suo dono. Magari i nostri genitori volevano diventasse una aristocratica professionista... ma perfortuna anche fosse così non si è mai piegata... la ritengo molto migliore di me quanto a talento arcano e capacità di introflessione, sono contento mi accompagni ad incontrare Thanatos, è da molto che non stiamo del tempo assieme...



GABRIELE - OFRIN (STRUFUGN)

Ofrin, fratello di Gnegna, veniamo da una famiglia numerosa sulle montagne. Ho sempre disprezzato chi usa i muscoli invece del cervello, ed i superbi che si credono migliori degli altri: sopratutto le altre razze. Gli Eladrin che si credono ì più belli, i Deva con la loro supponente saggezza, e tutte le razze "grosse" per la loro forza. Ne faccio volentieri a meno. L'unica cosa importante è usare il cervello, e confidare in se stessi mettendocela tutta. Non è certo riposando che ho sviluppato i miei poteri da stregone!

Dieci mesi fa ho intrapreso un viaggio con mia sorella, perchè ci eravamo resi conto che il mondo aveva altro da offrire che il nostro semplice villaggio e i pochi mercanti di altre razze che venivano a commerciare. Gnegna è una amica, oltra che una persona con un piacevole senso dell'umorismo. Inoltre è le sue "abilità" possono risultare utili in periodi di ristrettezze. Peccato che ogni tanto il suo buon cuore la spinga a fidarsi troppo delle altre persone.

Nove mesi fa qualche ****** ha deciso di rovinare tutto. Il mondo non era certo un posto perfetto, ma ora non potrò più ammirare la sua meravigliosa varietà. Ora è tutto grigio, i morti sono ovunque e si lotta per un tozzo di pane. Odio tutto questo. Per fortuna io e mia sorella siamo riusciti a sopravvivere, ed insieme ad altre persone, che si sono dimostrate degne di fiducia, siamo riusciti a formare un gruppo che sopravvive nella foresta. Ma quanto potrà durare tutto questo?



MICHELA - GNEGNA

Io sono Gnegna, sorella di Ofrin, o per meglio dire di “fratellone Strufugn”!

Nonostante sia piuttosto curiosa, anche se comunque non del tutto incosciente, (sottolineo “non del tutto”) bene o male non mi sono mai cacciata in grossi guai … Anche se questa volta …

La mia è una famiglia piuttosto numerosa, i nostri genitori avevano grandi aspettative su tutti noi … O quasi tutti: che noia! Non sono per niente portata né per il cucito né per le pulizie; per la cucina poi … Mami e babbo desideravano così tanto che io diventassi una buona casalinga o da quello che avevo capito dai loro discorsi secondo loro era la mia unica speranza di poter essere utile ... Ma io sono la campionessa di nascondino del quartiere, non una mamma provetta!

Il mio fratellone Strufugn sì, che è stato fortunato. Un anno fa circa, durante uno dei tanti giochi che si organizzano alle nostre feste del paese, sorprese tutti noi con strani spruzzi di luci colorate e farfalle, o, come diceva il babbo, “ha manifestato prodigiose doti arcane” e così i nostri genitori misero mano al loro borsellino per assicurargli la miglior educazione arcana che si potessero permettere.

Lui non mi sembrava molto contento, o per lo meno i suoi studi non davano ottimi risultati, anzi no che dico!? Diventava sempre più bravo ma non di certo grazie agli studi; secondo me le cose ti riescono bene solo se ti piace farle, quindi, si annoiava!

A volte mi sono intrufolata dentro a qualche laboratorio e ho origliato ad alcune delle loro lezioni … Non ho capito bene di cosa parlassero ma a Strufugn non piacevano, e se non piacevano a Strufugn voleva dire che la magia doveva essere un cumulo di cose noiose.

Ma allora dico io: se le lucine colorate gli riescono meglio senza studiare che li spendono a fare quei soldi!? Tanto vale che li diano a me, sono sempre soldi buttati ma scommetto che di sicuro io mi diverto! Ma per fortuna che ci sono IO ad aiutare il MIO fratellone! E non mi sono nemmeno dovuta impegnare…

Durante una delle sue solite lezioni di recupero di acchimila, lacchimia, alchimia, o come verza si dice, andai a fare un po’ di compagnia al mio fratellone. Cioè non sapeva che ero lì ma un po’ di sostegno morale e spirituale non fa mai male no!? … Vabhè stavo dicendo che come al solito il suo noiosissimo maestro lo stava sgridando: “Ofrin! Sei il solito tirchio! Come riesci a creare un infuso se non ci metti abbastanza materie prime… bòbòbbò bàbàbbà bùbùbbù” ufff che noioso! Il problema è che a differenza del mio fratellone io non sono per niente tirchia; infatti appena si sono impegnati su un’altra faccenda ho aiutato Strufugn con i suoi impiastri: ho preso una manciata di polverina verde, un paio di pugni di quei simpatici granellini blu e le ho ficcate in quella cosa di vetro. Il problema è che non credo che il risultato sia stato quello desiderato dal suo maestro, in compenso Strufugn è rimasto a bocca aperta e anche a me è piaciuto un sacco … Anche se me ne sono dovuta andare prima della fine dello spettacolo.

Wow! Avevo imparato a fare i fuochi d’artificio!! E mi erano pure riusciti meglio di quelli che presentavano alle feste del paese. Altro che casalinga, mi dovevano fare artificiere!

Ma poi, purtroppo o per fortuna, pensarono che fosse stato il mio fratellone a combinare tutto quel casino e un po’ mi spiace; il problema è che mami e babbo a lui non lo sgridano così tanto se combina un malanno, mentre a me, se mi va bene, mi chiudono a chiave in casa per un mese … e sicuramente con questa marachella non mi facevano più uscire per il resto dei miei giorni!

E così lo cacciarono dalla scuola. Io ne ero contenta; passammo un sacco di tempo assieme e lui mi sembrò più rilassato, anzi mi aveva detto che anche se non aveva capito che è successo, di certo era felice di non doversene stare più là.

E pochi giorni dopo decise di partire. Mi disse che le cose le si imparano viaggiando, scoprendo luoghi e cose nuove e poi ha farfugliato altre cose più noiose, però sulle cose divertenti mi trovai d’accordo con lui e così dopo un sacco di discussioni lo convinsi a portarmi con sè … Ma io so che il mio fratellone Strufugn era contento di avermi con sé e una volta lontani dalla città gli confessai anche che ero stata io a far esplodere tutto, ma non mi aveva sgridata , anzi è stato in silenzio per tutto il mio racconto; e dopo altrettanto inespressivo silenzio è scoppiato a ridere. Da allora non ci siamo più separati, nemmeno durante quella tremenda notte, dove tutto è andato perduto. Chissà come stanno mami, babbo e tutti gli altri; sono un po’ triste al pensiero che non potrò più rivederli. In compenso ho imparato a fare un sacco di cose nuove … un po’ ripetitive, o meglio NOIOSE, però da quello che si dice in giro almeno noi riusciamo a mangiare. E comunque sono molto fortunata perché oltre ad avere ancora il mio fratellone Strufugn ho trovato nuovi amici, alcuni piuttosto noiosi, ma altri più allegri!



BEATRICE - BJORK

Bjork è una giovane Eladrin, 138 anni, alta circa 1,60 m, lunghi e lisci capelli biondo chiarissimo, a tratti dai riflessi argentei, pelle diafana, occhi viola .


Nella sua vita c’è spazio per tre passioni: la prima è la musica, l’ha accompagnata da sempre, fin da piccolissima quando si perdeva a fantasticare nel suo magico mondo di note e la sentivano canticchiare la ninna nanna in risposta. All’accademia imparò molto presto a suonare diversi strumenti, i genitori desideravano che diventasse una eladrin colta e che andasse in moglie ad un nobile ragazzo del loro popolo.

Ma non andò così.

Bjork era troppo timida e non aveva molti amici. Un giorno i suoi compagni di studi la sentirono suonare e cantare ad uno spettacolo e cominciarono ad invitarla ad uscire con loro, fu così che comprese che proprio la musica era il modo che aveva per mostrare la sua anima. Decise di diventare una musicista, ma non trovò il coraggio di andare contro il volere dei genitori.

Una nuova svolta la stava aspettando, era stata invitata a suonare ad una festa, mentre si preparava la avvertirono che avrebbe dovuto suonare insieme ad un altro bardo, proprio lei che era una solitaria… Decise di non suonare, si diresse verso la sua amica per avvertirla quando vide il ragazzo più bello che avesse mai incontrato…

“Oh, Bjork, questo è Terence, mio fratello, suonerai con lui!”

Terence, la sua seconda passione, grazie a lui prese la sua vita in mano e trovò il coraggio di diventare una vera musicista, una coppia apprezzata sul palco ed affiatata nella vita, ed ora superati vari litigi coi genitori, si stavano finalmente per sposare.

Proprio una settimana prima dell’inizio della nostra avventura suo fratello Aistod, la sua ultima passione, decise di andare a trovare un compagno di studi. Fantastica occasione per passare qualche giorno in compagnia di Aistod, era da qualche tempo che non si concedevano un vacanza tra fratelli, e poi avrebbe potuto trovare nuova ispirazione, canzoni sugli umani per rinnovare il repertorio.

Inutile dire il sogno di Bjork ora, dopo l’apocalisse… “Dove sarà Terence, sarà venuto a cercarmi? O sarà bloccato nel nostro mondo? Sarà vivo? Devo trovarlo!”



NINO - TANATHOS

Il mio nome è Baal Zebub Turath (tanto per alimentare dicerie e maldicenze! Twisted Evil ) discendente in linea diretta di Bael Turath [handbook II pag.18], almeno a dire del mio vecchio. Sono cresciuto in un conclave di altri tiefling, gli Zebub [i prìncipi], che puntava a riportare all'antico splendore il nome della nostra prestigiosa casata. Solo loro conoscono il mio vero nome, per tutti glia altri io sono Thanatos.


Fin da piccolo fui introdotto allo studio dell'arcano, della storia e della lingua suprema e venivo costantemente sottoposto a massacranti ore di esercizio fisico ma nonostante l'addestramento ricevuto niente avrebbe potuto preparami a ciò a cui assistetti all'età di 15 anni; tutto ciò che animava quei fanatici degli Zebub e che io reputavo solo storielle da raccontare ai bambini si rivelò essere realtà. Era il giorno del solstizio d'estate, il giorno più lungo dell'anno e quindi quello notoriamente dedicato a Pelor, quando fui sottoposto a quel maledetto rituale. Nella stanza c'erano rune ovnque, a terra, sul soffitto, sulle pareti, c'erano rune sulle enormi candele, sugli arazzi persino sulle imposte alle finestre; e di ogni tipo, alcune servivano all'evocazione, altre a proteggerci, alcune erano barriere etc.. io, incredulo, ero al centro di tutto ciò quando, mentre tutti intorno a salmodiavano qualcosa, una delle creature più belle che abbia mai visto mi apparve davanti. Non capii di cosa parlava con mio padre, la mia mente era più che confusa in quel momento, ma ad un tratto si girò verso di me e si avvicinò. Mi sfiorò il petto con una mano e cominciò a scendere sempre più giù, mi spogliò ed io la lasciai fare. Il resto potete immaginarlo quasi del tutto tranne per il piccolo particolare di quando sull'apice dell'amplesso (il mio apice) mi chiese qualcosa ed io non feci che ripetere uno di quei mille siii già pronunciati.. sparì. Al mio risveglio un potere nuovo mi pervadeva, ero un warlock! Ciò che successe dopo è presto detto. Passarono tre anni, durante i quali affinai la mia tecnica nell'utilizzo dei miei nuovi poteri e frequentai persino una accademia di magia, prima che trovassi il coraggio di chiedere cosa l'erinni mi aveva chiesto prima di sparire; passarono ancora due anni e dopo l'ennesimo rifiuto di rispondere alla mia domanda decisi di sparire.. quella stessa notte gli Zebub contavano un membro in meno nel loro conclave.

Qualche anno dopo, a corto di denaro, privo di occupazione e di scopo e sull'orlo dell'alcolismo, mi trovavo in un piccolo villaggio (Newburgh) nell'ovest del regno del regno di Calastia a sperare che Aistod, l'unico essere vivente col quale avessi contatti, potesse darmi una mano a rimettere assieme i cocci della mia miseranda vita.




ALICE - YASHIENDI

Mi chiamo Yahsiendi. Uno dei primi ricordi, tra i più belli della mia vita, riguarda la mia famiglia e le nostre escursioni nella foresta. Erano momenti magici, in cui ognuno di noi lasciava trasparire il nostro semplice esistere per quello che eravamo : Shifter. Più avanti ha scoperto cosa comportava essere classificati come diversi.

Papà, Mamma, mio fratello Ivandino ed Io facevamo lunghi viaggi che duravano anche mesi. All’inizio non sapevo quale fosse il reale obbiettivo del nostro andare e tornare dai posti più disparati da un paese all’altro, ma ero ancora una bambina piccola ed ingenua. Col tempo i miei genitori mi hanno spiegato che facevano parte di un gruppo che si proponeva di aiutare gli Shifter maltrattati nei vari paesi, riunendoli in luoghi o città dove la convivenza con altre razze era entrato ormai nella normalità. I miei genitori mi hanno cresciuto e formato nel corso della mia vita. Mio padre mi ha insegnato a combattere e mia madre la compassione e il sacrificio per le persone a cui vogliamo bene. Il rapporto con le persone del villaggio non è mai stato idilliaco, direi appena sostenibile. Hanno sempre trattato, me e la mia famiglia, con aria di sufficienza e diffidenza, come se il fatto di avere dei caratteri animaleschi ci avesse annebbiato la mente , lasciandoci agire solo tramite scelte istintive. Emarginarci, per loro è sempre stata la scelta migliore, eccetto quando avevano bisogno delle cure mediche di mia madre. In quelle situazioni, venivano di nascosto a casa nostra e accettavano come oro colato i consigli che mia mamma davo loro. Dopo tutto non sono mai stati violenti nei nostri confronti, ma mi sarebbe piaciuto giocare con gli altri bambini e stringere amicizia con persone diverse, visto che mio fratello era ben più grande di me.

L’autunno precedente alla catastrofe, i miei genitori erano partiti per raggiungere mio fratello che richiedeva il loro aiuto per aiutare una famiglia. Non li ho più sentiti dopo il disastro e non so se siano ancora vivi. In ogni caso ho lasciato, presso le macerie di casa nostra, un messaggio inciso su una pietra. Magari mi cercheranno!

Spero sempre che gli abitanti di questa terra riescano a vedere oltre al mio aspetto, perché c’è molto di più da scoprire.

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