ATTO IX – LA FINE
L’uomo vestito da militare esplode due colpi e James, che pur riesce a ripararsi in parte dietro la porta, crolla a terra in una pozzanghera di sangue. Il sicario entra in casa e imbocca la porta a destra, verso la cucina, vuota.
Nbel frattempo Andrew, in camera da letto, apre una finestra e si butta fuori… l’appartamento si trova la primo piano e l’investigatore se la cava con una distorsione e qualche graffio.
In sala da pranzo Philip tenta pateticamente di nascondersi dietro il divano. L’uomo è goffo e fuori allenamento e lo spettacolo è pietoso. Tuttavia, quando l’assassino entra in salotto, non riesce a colpirlo e il professore lo sposta e fugge all’esterno. L’uomo vestito da militare insegue Philip e gli spara alle spalle mentre questi si sta dirigendo alla macchina, ferendolo gravemente e facendolo crollare al suolo. Fortunatamente la pistola dell’assassino è ora scarica e questi sembra allonanarsi.
Andrew esce dal proprio nascondiglio da cui sta osservando la scena e si avvicina all’uomo che raccoglie da terra un bastone si lancia contro l’investigatore. Questi si gira ed esplode un colpo di pistola, mancando il bersaglio. L’uomo in mimetica si ferma e cerca di fuggire, entrando in vicolo poco distante.
Quando tutto sembra finalmente finito, proprio dal vicolo, arriva un grido strozzato. Andrew si avvicina per verificare, prima cercando di guardare da lontano e quindi avvicinandosi maggiormente cercando di rimanere coperto. Andrew è pronto a tutto… ma non certo alla visione di Christopher, sotto forma di spettro, che gli si para davanti agli occhi pochi secondi dopo. L’investigatore viene posseduto e torna da Philip, sparandogli un colpo in testa e quindi sparandosi a sua volta.

Figura 12 - Cascina nel bosco
Nel frattempo John tiene addormentato il preside dell’università con il cloroformio e si fa portare con l’auto fuori città, in una cascina tra i boschi. L’autista è reticente ma, lavorando ormai per la famiglia Jackson da anni, accetta di aiutare il medico… che gli spiega anche di essere in pericolo di vita.
John interroga il preside per circa un’ora senza ottenere nulla. L’uomo afferma di essere già stato interrogato anche dalla polizia e ripete anche a John di non essere mai andato a casa di Madison. L’uomo è convincente ma il medico è ormai completamente fuori di sé e lo abbandona, legato, nella cascina.
John torna in città e telefona a casa di Philip, scoprendo dalla governante che l’uomo è morto. La seconda telefonata è a casa di Andrew… dove non risponde nessuno. Alla terza telefonata, a casa di James, risponde un ispettore di polizia (Daugherty) che afferma che anche James è morto. A questo punto John telefona a Peter trovandolo in casa e lo informa delle scoperte.
E’ lo spuntare dell’alba, qualche ora dopo. John, due occhiaie fortemente pronunciate, il viso teso e pallido, i nervi spezzati, si trova in auto, con la moglie e il figlio, in fuga da Chicago verso chissà dove.
Più o meno alla stessa ora anche Bart sta lasciando la città. Si trova in stazione, ignaro del fatto che da lì a qualche ora si sarebbe buttato dal treno rompendosi l’osso del collo, morendo senza mai vedere New York, dove avrebbe dovuto imbarcarsi per l’Italia.
Le ultime immagini sono per Peter mentre, valigia alla mano, sale su un autobus diretto in Canada. Il poliziotto riflette sul mistero della giustizia divina e su come la mano di Dio si sia abbattuta su tutti coloro che un tempo avevano seguito Christopher.
…e pensare che Christopher l’aveva ucciso lui!
L’uomo vestito da militare esplode due colpi e James, che pur riesce a ripararsi in parte dietro la porta, crolla a terra in una pozzanghera di sangue. Il sicario entra in casa e imbocca la porta a destra, verso la cucina, vuota.
Nbel frattempo Andrew, in camera da letto, apre una finestra e si butta fuori… l’appartamento si trova la primo piano e l’investigatore se la cava con una distorsione e qualche graffio.
In sala da pranzo Philip tenta pateticamente di nascondersi dietro il divano. L’uomo è goffo e fuori allenamento e lo spettacolo è pietoso. Tuttavia, quando l’assassino entra in salotto, non riesce a colpirlo e il professore lo sposta e fugge all’esterno. L’uomo vestito da militare insegue Philip e gli spara alle spalle mentre questi si sta dirigendo alla macchina, ferendolo gravemente e facendolo crollare al suolo. Fortunatamente la pistola dell’assassino è ora scarica e questi sembra allonanarsi.
Andrew esce dal proprio nascondiglio da cui sta osservando la scena e si avvicina all’uomo che raccoglie da terra un bastone si lancia contro l’investigatore. Questi si gira ed esplode un colpo di pistola, mancando il bersaglio. L’uomo in mimetica si ferma e cerca di fuggire, entrando in vicolo poco distante.
Quando tutto sembra finalmente finito, proprio dal vicolo, arriva un grido strozzato. Andrew si avvicina per verificare, prima cercando di guardare da lontano e quindi avvicinandosi maggiormente cercando di rimanere coperto. Andrew è pronto a tutto… ma non certo alla visione di Christopher, sotto forma di spettro, che gli si para davanti agli occhi pochi secondi dopo. L’investigatore viene posseduto e torna da Philip, sparandogli un colpo in testa e quindi sparandosi a sua volta.

Figura 12 - Cascina nel bosco
Nel frattempo John tiene addormentato il preside dell’università con il cloroformio e si fa portare con l’auto fuori città, in una cascina tra i boschi. L’autista è reticente ma, lavorando ormai per la famiglia Jackson da anni, accetta di aiutare il medico… che gli spiega anche di essere in pericolo di vita.
John interroga il preside per circa un’ora senza ottenere nulla. L’uomo afferma di essere già stato interrogato anche dalla polizia e ripete anche a John di non essere mai andato a casa di Madison. L’uomo è convincente ma il medico è ormai completamente fuori di sé e lo abbandona, legato, nella cascina.
John torna in città e telefona a casa di Philip, scoprendo dalla governante che l’uomo è morto. La seconda telefonata è a casa di Andrew… dove non risponde nessuno. Alla terza telefonata, a casa di James, risponde un ispettore di polizia (Daugherty) che afferma che anche James è morto. A questo punto John telefona a Peter trovandolo in casa e lo informa delle scoperte.
E’ lo spuntare dell’alba, qualche ora dopo. John, due occhiaie fortemente pronunciate, il viso teso e pallido, i nervi spezzati, si trova in auto, con la moglie e il figlio, in fuga da Chicago verso chissà dove.
Più o meno alla stessa ora anche Bart sta lasciando la città. Si trova in stazione, ignaro del fatto che da lì a qualche ora si sarebbe buttato dal treno rompendosi l’osso del collo, morendo senza mai vedere New York, dove avrebbe dovuto imbarcarsi per l’Italia.
Le ultime immagini sono per Peter mentre, valigia alla mano, sale su un autobus diretto in Canada. Il poliziotto riflette sul mistero della giustizia divina e su come la mano di Dio si sia abbattuta su tutti coloro che un tempo avevano seguito Christopher.
…e pensare che Christopher l’aveva ucciso lui!


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