martedì 17 febbraio 2009

CTHULHU - I 12 apostoli - Atto I

ATTO I – PROLOGO

Tra il novembre del 1896 e il febbraio del 1897 un gruppo di persone viene contatta da Christopher Lindsay, insegnante di archeologia alla Chicago University.

Si tratta di dodici uomini di età compresa tra i 18 e 31 anni i cui nomi echeggiano quelli degli apostoli: Andrew, Bartolomeo, James R., James T., John, Jude, Matthew, Peter, Philip, Simon, Thaddeus e Thomas.

Il gruppo si ritrova settimanalmente a casa di Christopher per officiare alcuni riti demoniaci illustrati in un antico libro di sua proprietà: “In nomine” il titolo. L’archeologo è convinto che, una volta completati correttamente gli incantesimi contenuti nel libro, potrà evocare dei demoni che gli daranno il potere di dominare il mondo.

Questi rituali vengono eseguiti a viso scoperto, disposti in cerchio con Christopher nel centro. I membri della setta quindi conoscono i rispettivi volti e i nomi. Gli unici membri conosciuti realmente da tutti sono però Christopher e il suo secondo: James Read.

Il 16 aprile 1897, durante l’ennesimo tentativo di evocazione, Christopher si blocca durante la recitazione della formula. L’uomo spalanca gli occhi impietrito, lo sguardo terrorizzato di fronte a qualcosa che solo lui riesce a vedere. Pochi secondi dopo si affloscia al suolo con il volto contorto in una maschera di terrore. E’ morto.

Il gruppo, spaventato dall’evento, decide di fuggire velocemente lasciandosi dietro il cadavere. La scala per la cantina viene murata e il cadavere lasciato nel sotterraneo. Philip Sandland, figlio di un ricco petroliere, grazie alle proprie conoscenze e al denaro riesce ad imboscare la faccenda. Per la legge Christopher è partito per alcuni scavi in sud America.



Figura 1 - Casa di Christopher Lindsay

Martedì 18 ottobre 1927 sulle prime pagine dei giornali campeggia la notizia che Matthew Newell, uno dei membri della giunta comunale di Chicago, è stato trovato morto nel lago Michigan.

Lunedì 24 ottobre 1927 ciascuno dei pg riceve un telegramma da parte di James Read con l’invito a presentarsi la sera successiva alla Chiesa Episcopale di St.Paul, nella zona di Garfield, a nord di Chicago.

Martedì 25 ottobre 1927 è una piovosa serata d’autunno. Ad uno ad uno i personaggi fanno il loro ingresso nella chiesa deserta. Si guardano tra loro e ciascuno, seppure a distanza di trent’anni, riconosce il viso degli altri.

Tra le 20:30 e le 21:00 arrivano in sette: Andrew, Bart, James T., John, Jude, Peter e Philip. L’ottavo e ultimo ad arrivare è proprio James Read… parroco della chiesa di St.Paul. Il prete, fortemente a disagio, fa accomodare gli ospiti nelle proprie stanze, dietro la chiesa.

Read racconta di come Matthew sia stato trovato morto una settimana prima nelle acque del lago. La notizia non sembra cogliere nessuno impreparato, tutti l’avevano sentita e tutti avevano riconosciuto il politico come uno dei dodici apostoli.

Read racconta però che pochi giorni prima (il 16 ottobre) era stato trovato morto anche Thomas Hicks, pittore. Anch’egli era stato uno dei dodici. Ciò che lo ha convinto a radunare i sopravvissuti è stata però la morte, il 21 ottobre, di Simon Marrison. Di nuovo uno dei dodici, il terzo in cinque giorni.

Il prete certamente non brilla per coraggio e sembra assolutamente terrorizzato e vittima degli eventi. Jude si stanca ben presto e saluta tutti affermando che risolverà da solo la questione cercando delle guardie del corpo.

Il gruppo analizza velocemente la situazione e si comincia a pensare che, se effettivamente non si tratta di un caso, l’assassino potrebbe cercare qualcosa. E’ quasi immediato pensare che il movente possa essere il libro di Christopher. Dopotutto nessuno l’ha preso “quella sera”… ed è tuttora sepolto e murato nella cantina.

I pg decidono di andare a visitare in gruppo la casa di Christopher il giorno successivo. Read vuole concordare un nuovo incontro per sapere qualcosa al più presto, non parteciperà alla visita. Si decide di trovarsi nuovamente alla chiesa il lunedì successivo: servirà del tempo per fare delle indagini accurate.

Quando il gruppo apre la porta per lasciare la stanza il cadevere di Jude, appoggiato all’esterno, crolla sul pavimento. Il suo volto è una maschera di terrore.


Figura 2a - Chiesa Episcopale di St. Paul


Figura 2b - Chiesa Episcopale di St. Paul

0 commenti: