CAPITOLO 60 – 納骨堂 – LA CRIPTA
Il gruppo decide di passare il resto del pomeriggio ad esaminare la parte del cimitero che ancora non avevano visitato. L’area al coperto è circa un quarto dell’intera estensione ed è formata da tante piccole stanze, per la maggior parte cripte di famiglia di commercianti più abbienti rispetto a quanti sepolti all’esterno.
L’esame delle varie stanze porta a trovare una porta chiusa sotto il livello del terreno. Stiletto si occupa di sbloccare la serratura e l’apertura rivela uno stretto cunicolo che sembra proseguire per svariati metri sottoterra. Il gruppo decide di entrare all’interno bloccando la porta che tende inspiegabilmente a chiudersi come per una qualche corrente d’aria.
L’intero cunicolo ha tutto l’aspetto di una catacomba con loculi sul pavimento e sulle pareti. Lo stretto corridoio prosegue per circa 50 metri rivelando, nella parte finale, sette tombe aperte e non occupate… « forse sono per noi… » arguisce qualcuno. Un esame delle altre tombe sembra confermare la possibilità: tutti i morti risalgono agli ultimi 800 anni e PC-28 riconosce numerosi di esploratori e avventurieri che erano venuti a Green Lagoon senza fare mai più ritorno a casa.
CAPITOLO 61 – まるわ – MARWA
Lasciata la cripta il gruppo si divide: quasi tutti si dirigono al porto, senza trovare nulla di rilevante, mentre il generale Ashram decide di rimanere al cimitero per vedere se il misterioso visitatore che ha portato i fiori il giorno precedente si ripresenterà anche oggi.
Quando il sole cala dietro gli alberi la città torna a prendere vita come era accaduto la notte precedente e Ashram nota parecchi fantasmi comparire al cimitero. Nessuno di essi sembra tuttavia pericoloso: come la notte prima si sta ripetendo quanto accaduto 800 anni fa.
Passano pochi minuti quando una figura sembra avvicinarsi verso Ashram, che attende presso la tomba di Danyr. Il fantasma, a differenza degli altri, sembra vedere Ashram e, con le lacrime agli occhi, gli chiede se si tratta di un commilitone di Danyr.
Il dialogo e il racconto che seguono le presentazioni sono molto tristi. Marwa, questo il nome della donna, era sposata con Danyr da due sole settimane. Lui era di servizio il giorno precedente ed era stato ucciso da un piccolo manipolo di esploratori di Narandu. Gli era stata data sepoltura il giorno stesso, velocemente, visto che c’era ancora il tempo. Marwa aveva tuttavia notato che Danyr non portava l’anello al dito al momento dell’interramento e questa cosa l’aveva scossa profondamente.
Ashram, sentito il racconto, decide di recuperare l’anello perduto, immaginando che questo sia il vincolo che lega ancora la donna al mondo terreno. Segue quindi Marwa fino a casa, prendendo mentalmente nota della posizione.
CAPITOLO 62 – 兵舎 – LA CASERMA
Ashram e il resto del gruppo tornano ad unirsi e si dirigono verso l’ultimo luogo visitato da Danyr, quando già era morto: la caserma. L’edificio di tre piani è ampio e squadrato, si trova nella zona orientale della città, ancora non visitata dai personaggi.
Il gruppo entra dalla porta principale senza che le guardie si accorgano di nulla, come di consueto, e inizia a girare per le stanze investigando e cercando qualche indizio. Il pianterreno rivela unicamente gli uffici per la gestione della caserma, le cucine e un’ampia sala da pranzo. Il piano superiore contiene invece il dormitorio comune per il piccolo gruppo di persone in servizio, per gli ospiti esterni o per coloro che non hanno una casa in città.
All’ultimo piano il gruppo sente due ufficiali intenti a scambiare qualche parola durante il cambio di turno. Uno dei due uomini sta vantandosi di un furto eseguito il giorno precedente sul cadavere di un soldato morto in servizio: « questa sera al porto potremo giocare per un bel po’, quando hai finito di dare le consegne raggiungimi là ».
L’uomo esce quindi dalla caserma seguito dal gruppo ma, scendendo i gradini dell’ingresso, l’anello d’argento che stava facendo roteare per aria fino a pochi minuti prima gli sfugge di tasca, infilandosi in una sottile crepa nel muro. Ashram allunga una mano e, al di sotto dell’illusione dell’anello fantasma, si trova ancora l’anello reale.
CAPITOLO 63 – 成仏する – RIPOSA IN PACE
Il generale si dirige immediatamente verso casa di Marwa, da un lato fiero di star compiendo un’azione giusta e onorevole e dall’altro convinto di star risolvendo un pezzo importante dell’enigma della città.
La casa in cui Marwa vive, ora sola, è composta di sole tre stanze: una sala da pranzo con il focolare, una camera da letto e una terza stanza che stava apparentemente prendendo forma per ospitare un bambino. La donna è seduta su una sedia, piegata sul tavolo, e mangia una minestra con gli occhi pieni di lacrime.
Ashram riesce a farsi notare e mostra l’anello a Marwa, lei lo prende tra le dita, sorride al generale e sparisce nel nulla portando l’anello con sé. Pochi istanti dopo Ashram esce dalla casa che crolla come se avesse subito, d’un sol colpo, un invecchiamento di centinaia di anni.
CAPITOLO 64 – あるしぇえす の 瞬間 – IL MOMENTO DI ARSHEES
Il gruppo rimane spiazzato dalla piega presa dagli eventi. Ashram era convinto che averebbe potuto avere qualche informazione ma il recupero dell’anello non sembra aver dato frutti tangibili e il gruppo si trova di nuovo in stallo, senza sapere come comportarsi.
Si decide di tornare alla torre per far provare Arshees a comunicare con i maghi. La ragazza il giorno prima era sparita e non si era riusciti a trovarla.
La scelta si rivela azzeccata e la giovane maga riesce ad interagire, sebbene con grande fatica, con i maghi: riesce addirittura a scoprire l’ubicazione della biblioteca. Questa, a dispetto di quanto tutti pensavano, si trova in città, nella parte nord-orientale, ancora non visitata dal gruppo.
Il gruppo decide di passare il resto del pomeriggio ad esaminare la parte del cimitero che ancora non avevano visitato. L’area al coperto è circa un quarto dell’intera estensione ed è formata da tante piccole stanze, per la maggior parte cripte di famiglia di commercianti più abbienti rispetto a quanti sepolti all’esterno.
L’esame delle varie stanze porta a trovare una porta chiusa sotto il livello del terreno. Stiletto si occupa di sbloccare la serratura e l’apertura rivela uno stretto cunicolo che sembra proseguire per svariati metri sottoterra. Il gruppo decide di entrare all’interno bloccando la porta che tende inspiegabilmente a chiudersi come per una qualche corrente d’aria.
L’intero cunicolo ha tutto l’aspetto di una catacomba con loculi sul pavimento e sulle pareti. Lo stretto corridoio prosegue per circa 50 metri rivelando, nella parte finale, sette tombe aperte e non occupate… « forse sono per noi… » arguisce qualcuno. Un esame delle altre tombe sembra confermare la possibilità: tutti i morti risalgono agli ultimi 800 anni e PC-28 riconosce numerosi di esploratori e avventurieri che erano venuti a Green Lagoon senza fare mai più ritorno a casa.
CAPITOLO 61 – まるわ – MARWA
Lasciata la cripta il gruppo si divide: quasi tutti si dirigono al porto, senza trovare nulla di rilevante, mentre il generale Ashram decide di rimanere al cimitero per vedere se il misterioso visitatore che ha portato i fiori il giorno precedente si ripresenterà anche oggi.
Quando il sole cala dietro gli alberi la città torna a prendere vita come era accaduto la notte precedente e Ashram nota parecchi fantasmi comparire al cimitero. Nessuno di essi sembra tuttavia pericoloso: come la notte prima si sta ripetendo quanto accaduto 800 anni fa.
Passano pochi minuti quando una figura sembra avvicinarsi verso Ashram, che attende presso la tomba di Danyr. Il fantasma, a differenza degli altri, sembra vedere Ashram e, con le lacrime agli occhi, gli chiede se si tratta di un commilitone di Danyr.
Il dialogo e il racconto che seguono le presentazioni sono molto tristi. Marwa, questo il nome della donna, era sposata con Danyr da due sole settimane. Lui era di servizio il giorno precedente ed era stato ucciso da un piccolo manipolo di esploratori di Narandu. Gli era stata data sepoltura il giorno stesso, velocemente, visto che c’era ancora il tempo. Marwa aveva tuttavia notato che Danyr non portava l’anello al dito al momento dell’interramento e questa cosa l’aveva scossa profondamente.
Ashram, sentito il racconto, decide di recuperare l’anello perduto, immaginando che questo sia il vincolo che lega ancora la donna al mondo terreno. Segue quindi Marwa fino a casa, prendendo mentalmente nota della posizione.
CAPITOLO 62 – 兵舎 – LA CASERMA
Ashram e il resto del gruppo tornano ad unirsi e si dirigono verso l’ultimo luogo visitato da Danyr, quando già era morto: la caserma. L’edificio di tre piani è ampio e squadrato, si trova nella zona orientale della città, ancora non visitata dai personaggi.
Il gruppo entra dalla porta principale senza che le guardie si accorgano di nulla, come di consueto, e inizia a girare per le stanze investigando e cercando qualche indizio. Il pianterreno rivela unicamente gli uffici per la gestione della caserma, le cucine e un’ampia sala da pranzo. Il piano superiore contiene invece il dormitorio comune per il piccolo gruppo di persone in servizio, per gli ospiti esterni o per coloro che non hanno una casa in città.
All’ultimo piano il gruppo sente due ufficiali intenti a scambiare qualche parola durante il cambio di turno. Uno dei due uomini sta vantandosi di un furto eseguito il giorno precedente sul cadavere di un soldato morto in servizio: « questa sera al porto potremo giocare per un bel po’, quando hai finito di dare le consegne raggiungimi là ».
L’uomo esce quindi dalla caserma seguito dal gruppo ma, scendendo i gradini dell’ingresso, l’anello d’argento che stava facendo roteare per aria fino a pochi minuti prima gli sfugge di tasca, infilandosi in una sottile crepa nel muro. Ashram allunga una mano e, al di sotto dell’illusione dell’anello fantasma, si trova ancora l’anello reale.
CAPITOLO 63 – 成仏する – RIPOSA IN PACE
Il generale si dirige immediatamente verso casa di Marwa, da un lato fiero di star compiendo un’azione giusta e onorevole e dall’altro convinto di star risolvendo un pezzo importante dell’enigma della città.
La casa in cui Marwa vive, ora sola, è composta di sole tre stanze: una sala da pranzo con il focolare, una camera da letto e una terza stanza che stava apparentemente prendendo forma per ospitare un bambino. La donna è seduta su una sedia, piegata sul tavolo, e mangia una minestra con gli occhi pieni di lacrime.
Ashram riesce a farsi notare e mostra l’anello a Marwa, lei lo prende tra le dita, sorride al generale e sparisce nel nulla portando l’anello con sé. Pochi istanti dopo Ashram esce dalla casa che crolla come se avesse subito, d’un sol colpo, un invecchiamento di centinaia di anni.
CAPITOLO 64 – あるしぇえす の 瞬間 – IL MOMENTO DI ARSHEES
Il gruppo rimane spiazzato dalla piega presa dagli eventi. Ashram era convinto che averebbe potuto avere qualche informazione ma il recupero dell’anello non sembra aver dato frutti tangibili e il gruppo si trova di nuovo in stallo, senza sapere come comportarsi.
Si decide di tornare alla torre per far provare Arshees a comunicare con i maghi. La ragazza il giorno prima era sparita e non si era riusciti a trovarla.
La scelta si rivela azzeccata e la giovane maga riesce ad interagire, sebbene con grande fatica, con i maghi: riesce addirittura a scoprire l’ubicazione della biblioteca. Questa, a dispetto di quanto tutti pensavano, si trova in città, nella parte nord-orientale, ancora non visitata dal gruppo.


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